Se sei un operatore, probabilmente ti interessa capire come e se è possibile, per te, rispondere alle richieste dei clienti.
Ovviamente, ciascuna azienda è diversa dalle altre, ciascun settore ha differenti strutture commerciali, ciascun operatore conosce il suo mercato di riferimento.
Pertanto, ciascuno ci deve mettere del suo. Nessuno ha la bacchetta magica e nessuna soluzione è applicabile urbi et orbi, salvo una : DIRE DI NO, sempre, a tutti.
E, magari, dirlo subito, già nei preventivi. E’ la soluzione più semplice, più facile, più immediata.

Questo pagina è dedicata a chi vuole approfondire la possibilità concessa nel DECRETO CRESCITA 2019, di ottenere immediatamente sotto forma di sconto sulla fornitura, l’equivalente dei Bonus Fiscali ai quali ha diritto secondo quanto previsto dalle norme sul Risparmio energetico (L296/06 e successive modifiche, meglio nota come ECOBONUS) e dalle norme previste per gli interventi di Riqualificazione Energetica che fanno capo all’Art.16/bis del Testo Unico Imposte sui Redditi (Meglio noto come BONUS CASA).

La legge 54/2019, ha introdotto una importante semplificazione nell’accesso agli incentivi fiscali per alcuni interventi di risparmio energetico.

L’art.10 infatti, prevede espressamente che il cliente possa chiedere al fornitore di anticipare con uno sconto in fattura, l’intero importo della detrazione che normalmente si spalmerebbe in 10 rate.

Tale anticipazione potrà essere portata in detrazione dal fornitore, spalmata in 5 esercizi.

 

L’obiettivo del legislatore è quello di incentivare l’esecuzione di lavori di efficientamento energetico, dando la possibilità di accesso anche ai soggetti che non sono in grado di sostenere l’intera spesa.

 

Il tentativo non è nuovo: già nella legge di bilancio 2016 era previsto che i soggetti incapienti, nel quadro di un intervento condominiale, potessero avvalersi della cessione del credito; successivamente, tale facoltà è stata concessa a tutti i soggetti, incapienti o meno, sia per interventi condominiali che per signole unità immobiliari; agli interventi per risparmio energetico si sono poi aggiunti quelli relativi a interventi sul rinforzo strutturale degli edifici (il cosiddetto SISMABONUS). Una certa complessità nelle procedure e una ovvia ritrosia degli operatori ha però sin qui frustrato ogni tentativo in questo senso.

 

Il nuovo disposto, facendo chiaro riferimento a un ‘..contributo di pari ammontare, sotto forma di sconto…’ è sicuramente più chiaro e immediato.

 

Ovviamente la facoltà del cliente a chiedere non determina automaticamente l’obbligo del fornitore ad accettare, anche perchè, come è facile immaginare, non è possibile che i fornitori si accollino il 50% o il 65% dell’importo di tutte le forniture, senza esaurire in breve la loro stessa capienza fiscale e creando grossi problemi finanziari alle Aziende.

 

Ciò non toglie che le Aziende più strutturate (ad esempio le Multiutility, ma non solo quelle), possano varare campagne basate su questo nuovo strumento, e non implica nemmeno che non sia lecito chiedere ai nostri fornitori se sono in grado o meno di accettare questa forma di pagamento: come tutte le altre condizioni negoziali, se ne discute.

Per capire quando si può chiedere lo sconto immediato in fattura, dobbiamo prima fare un riepilogo sommario delle varie forme di incentivazione attualmente in essere.

 

Anzitutto ci dobbiamo focalizzare sulle INCENTIVAZIONI FISCALI, cioè quelle che danno origine a un credito che potrà essere portato in detrazione, in un certo numero di anni, in sede di dichiarazione dei redditi; escludiamo quindi, da subito, le altre forme di incentivo quali i vari CONTI ENERGIA, CONTO TERMICO, PIANI CASA ecc. che utilizzano meccanismi diversi dalla DETRAZIONE FISCALE.

 

Quando si parla di DETRAZIONE FISCALE, si limita ovviamente la platea dei possbili interessati ai soli soggetti che hanno una capienza fiscale (cioè che hanno un saldo netto di imposte da pagare ogni anno); da questi incentivi sono quindi necessariamente esclusi tutti i soggetti che non sono tenuti a pagare imposte (ad es. le Pubbliche Amministrazioni), o che le pagano in regime forfettario (i quali, godendo già di una aliquota ridotta non possono portare in detrazione ulteriori benefici), o che, usufruendo già di detrazioni e deduzioni, si ritrovano con un saldo nullo di imposte a fine anno.

 

In particolare, questi ultimi soggetti che, pur avendo un reddito, non hanno più imposte da pagare, sono stati sinora eclusi dalla possibilità di effettuare interventi di recupero del patrimonio immobiliare a scopi di riduzione dei consumi; adesso, anche questi soggetti potranno goderne, cedendo la loro quota ‘potenziale’ di recupero fiscale ai soggetti coinvolti nell’intervento.

 

Esistono almeno QUATTRO forme di incentivo fiscale sotto forma di detrazione.

 

1. Il cosiddetto BONUS CASA, mirato a favorire tutti gli interventi di recupero di immobili residenziali per evitare il consumo di nuovo suolo.

2. Il cosiddetto ECOBONUS, che si focalizza su interventi ben specifici che portano a un tangibile risparmio energetico

3. Il cosiddetto SISMABONUS, che introduce ulteriori importanti agevolazioni finalizzate al miglioramento sismico delle costruzioni

4. Il cosiddetto BONUS MOBILI che si rivolge specificatamente a coloro che, avendo realizzato interventi di ristrutturazione, possono godere di un limitato aiuto nell’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.

 

 

La possibilità di richiedere lo sconto diretto in fattura riguarda:

1. Alcuni interventi incentivati dal bonus casa (in particolare quelli che ricadono sotto il comma H dell’articolo 16/bis)

2. Tutti gli interventi che ricadono nell’applicazione dell’Ecobonus

3. Tutti gli interventi relativi al Sismabonus

 

Non è invece prevista la cessione per gli interventi :

  • Relativi all’acquisto di mobili ed elettrodomestici (Bonus Mobili)
  • Relativi a tutti gli altri commi dell’art.16/bis (Manutenzione ordinaria di opere condominiali, Manutenzione Straordinaria, Ristrutturazione, ecc..)

 

Quindi, per fare qualche esempio, si potrà chiedere lo sconto immediato per :

 

  • Serramenti (sia come ECOBONUS che come BONUS CASA)
  • Sistemi oscuranti (come ECOBONUS)
  • Caldaie e stufe a biomassa (come ECOBONUS)
  • Pannelli solari per Acqua Calda Sanitaria (come ECOBONUS)
  • Pannelli Fotovoltaici (come BONUS CASA)
  • Caldaie a condensazione (come BONUS CASA)
  • Realizzazione di interventi di isolamento di tetti e pareti (come ECOBONUS)

Il meccanismo di funzionamento previsto dalla norma è abbastanza semplice.

La cessione del credido va trattata come una condizione di pagamento differita (e, in questo senso sarebbe improprio chiamarla ‘sconto’, in quanto rimane compresa nella base imponibile); quindi il fornitore emetterà una normale fattura al prezzo concordato, indicando, nelle condizioni di pagamento che queste andranno fatte per quota parte con l’usuale bonifico per detrazioni fiscali citando gli opportuni riferimenti normativi e la restante parte mediante cessione del credito fiscale cui il cliente ha diritto.

Ovviamente rimane a cura del cliente dimostrare di avere il diritto mediante la usuale procedura di dichiarazione all’ENEA.

Sarà anche cura del cliente comunicare all’Agenzia delle Entrate di aver ceduto parte del credito ad altri soggetti coinvolti; attualmente questo si può fare con una comunicazione telematica o con l’invio di un modello cartaceo opportunamente predisposto.

In ogni caso, poichè il cliente avrà pagato il fornitore con un bonifico che copre solo parzialmente la fornitura, troverà nel suo cassetto fiscale una quota di detrazione che non corrisponde ai pagamenti effettuati.

Sarà invece il fornitore a farsi parte diligente per assicurarsi che la parte di credito ceduto sia effettivamente stata accreditata nel suo cassetto fiscale.

E’ anche prevista la possibilità che il fornitore stesso retroceda parte del credito acquisito ad altri soggetti implicati nella catena di fornitura.

In ogni caso è escluso che il credito si possa cedere a Banche, Istituti finanziari o alla Pubblica Amministrazione.

Provvedimenti relativi alle versioni precedenti di cessione del credito

Provvedimento 2017
Cessione del credito per opere su parti comuni condominiali
Provv165110-2017-condomini.pdf

Provvedimento 2017
Modalità di cessione del credito per opere distinate al miglioramento sismico
PROVV108572-sisma.pdf

Provvedimento Aprile 2019
Modalità di cessione del credito anche per opere non condominiali
PROVV100372-19.pdf

Interpello in merito alla cessione del credito 2018
Rispostan.309del2019.pdf

Provvedimenti relativi alla legge n.54/2019 (DECRETO CRESCITA)

Legge 54, art.10
Testo coordinato dell’aricolo che introduce lo sconto diretto in fattura
Art10coordinato-11luglio2019.pdf

Provvedimento attuativo dell’Art.10
Provv_660057_AdE.pdf

F.A.Q.

Si,in quanto l’Agenzia delle Entrate con provvedimento 660057/2019 ha provveduto a chiarire tutti gli aspetti tecnico-pratici.

Materialmente i modelli per comunicare l’avvenuta cessione saranno utilizzabili dal 19 ottobre 2019.

La cessione può avvenire solo nei confronti di fornitori coinvolti nell’intervento e solo per l’esclusiva quota di loro pertinenza; quindi può essere che un fornitore accetti (per la sua quota) e un altro non accetti; in questo caso, il primo non può assumersi la quota dell’altro.

No, il meccanismo riguarda solo i cosiddetti Bonus Fiscali; per quanto riguarda il Conto Termico, è prevista una analoga cessione del credito, con procedure completamente diverse.

No, non esiste alcuna lista e, in ogni caso, noi non ne saremmo a conoscenza

No, in quanto gli interventi di manutenzione ordinaria non godono di incentivo, quindi non vi è nessun ‘diritto’ da poter cedere.

Fatto salvo che la legge non entra  nei meccanismi di definizione della fornitura, è previsto che lo sconto che viene applicato, sia ‘..di pari importo..’ , quindi, almeno formalmente non puo’ essere diverso dal 50 o dal 65% a seconda delle detrazioni cui il cliente ha diritto.

No, la forma di sconto-diretto prevista dall’art 10 della legge 58/2019 prevede solo il rapporto con il fornitore del bene

No, la trasmissione degli estremi dell’intervento effettuato è condizione perchè vi sia un recupero fiscale, che rappresenta l’oggetto dello sconto; in mancanza di detta trasmissione, viene a mancare il ‘beneficio’ da scambiare con lo sconto diretto.

No.

Tanto per cominciare, deve essere un BONIFICO PER DETRAZIONE FISCALE

Poi, si deve fare attenzione al tipo di detrazione, perchè i crediti fiscali generati per RISTRUTTURAZIONE (comma H dell’articolo 16/bis), cioè Bonus Casa, quando vengono ceduti al fornitore possono essere da questi utilizzati in 10 anni, mentre quelli generati per RISPARMIO ENERGETICO (legge 296/06 e successive), possono essere scontati in 5 anni, con un costo finanziario ben diverso.

 

Quindi, a parità di detrazione (50%) sarà sempre preferibile passare da questa seconda forma; ben difficilmente un fornitore accetterà un credito spendibile in 10 anni.

DISCLAIMER

Le informazioni contenute in questo sito riguardano l’impianto normativo attualmente varato e tengono conto delle Determinazioni e delle Risposte agli interpelli pubblicati.

Vista la novità della materia ed il sovrapporsi di provvedimenti distinti e in qualche modo diversi, è presumibile che precisazioni si susseguano sia per chiarire gli aspetti applicativi che quelli procedurali.

Sarà impegno dei curatori modificare, emendare o aggiungere informazioni utili mano mano che altri provvedimenti venissero pubblicati, ma questo non costituisce impegno alcuno per l’uso che ciascuno farà delle informazioni pubblicate.

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