Dopo la pubblicazione della legge di bilancio 2020, nella pagina che trovate QUI A QUESTO LINK , in attesa che l’Agenzia delle Entrate rilasciasse la guida, avevamo esaminato gli aspetti fondamentali della nuova detrazione denominata BONUS FACCIATE

Da oggi 15/02/2020 abbiamo quindi finalmente a disposizione:

 Con il seguente video girato proprio a cavallo dell’uscita della guida spero di portare una buona panoramica di quando ci aspetta per il 2020 su questo argomento esaminando in modo particolare gli aspetti tecnici che si legano all’ ECOBONUS ed ai REQUISITI MINIMI previsti per interventi di efficientamento energetico.

Lasciando li aspetti prettamente fiscali a chi di dovere

Attenzione ! Inutile dire che il Decreto Rilancio ha portato novità anche per il Bonus Facciate

Piccola considerazione.

Senza fare tutto il solito pastrocchio italico a prescindere se è cosa buona o meno, bastava dire che la prececente Manutenzione Ordinaria  condominiale passava dal 50% al 90% sulle prospicienze e, lo stesso, il cappotto passava da 65% al 90%. Sarebbe anche stato più chiaro il tutto ed anche che probabilmente il risparmio energetico frega poco a pochi. Mi vedo già alle assemblee dove spiegare all’incirca questa chiara situazione alla Sig.a Maria.

Allora signori il cappotto potrebbe andare al 65% con CESSIONE DEL CREDITO decennale a certi costi ma se contestuale alla ristrutturazione di impianto termico, spesa superiore ai 200mila euro allora anche al 65% con SCONTO IN FATTURA quinquennale a costi diversi. Su due o tre facciate si potrebbe avere il 90 anche solo pitturando, ma senza cessioni e sconti, e che gli infissi, anche quelli esterni, sono esclusi e vanno al 50 e forse quella ditta fa la cessione, o lo sconto, ‘A che costi?’ …  ecc ecc 

..sarà un bel cinema. Divertiamoci!

Qui di seguito l’estratto del testo di legge:

219. Per le spese documentate, sostenute nell’anno 2020, relative agli interventi, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti ubicati in zona A o B ai sensi del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, spetta una detrazione dall’imposta lorda pari al 90 per cento all’imposta lorda pari al 90 per cento.

220. Nell’ipotesi in cui i lavori di rifacimento della facciata, ove non siano di sola pulitura o tinteggiatura esterna, riguardino interventi influenti dal punto di vista termico o interessino oltre il 10 per cento dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio, gli interventi devono soddisfare i requisiti di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 26 giugno 2015, pubblicato nel supplemento ordinario n. 39 alla Gazzetta Ufficiale n. 162 del 15 luglio 2015, e, con riguardo ai valori di trasmittanza termica, i requisiti di cui alla tabella 2 dell’allegato B al decreto del Ministro dello sviluppo economico 11 marzo 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 66 del 18 marzo 2008. In tali ipotesi, ai fini delle verifiche e dei controlli si applicano i commi 3-bis e 3-ter dell’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno  2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90.

221. Ferme restando le agevolazioni già previste dalla legislazione vigente in materia edilizia e di riqualificazione energetica, sono ammessi al beneficio di cui ai commi da 219 a 224 esclusivamente gli interventi sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi.

222. La detrazione è ripartita in dieci quote annuali costanti e di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi.

223. Si applicano le disposizioni del regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 18 febbraio 1998, n. 41.

224. Conseguentemente, il Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decretolegge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, è incrementato di 0,5 milioni di euro per l’anno 2020, di 5,8 milioni di euro per l’anno 2021 e di 3,6 milioni di euro annui dall’anno 2022 all’anno 2030.

Qui un breve riassunto lasciandovi poi alla visione del video ed alla lettura della guida stessa.

 

Il “bonus facciate” è il nuovo sconto fiscale per abbellire gli edifici delle nostre città.

Consente di recuperare il 90% dei costi sostenuti nel 2020 senza un limite massimo di spesa e possono beneficiarne tutti.

Può essere usufruito da inquilini e proprietari, residenti e non residenti nel territorio dello Stato, persone fisiche e imprese.

Per averne diritto è necessario realizzare interventi di recupero o restauro della facciata esterna di edifici esistenti, di qualsiasi categoria catastale, compresi quelli strumentali.

Sono agevolabili i lavori realizzati per il rinnovamento e il consolidamento della facciata esterna, inclusa la semplice pulitura e tinteggiatura, e gli interventi su balconi, ornamenti e fregi.

Beneficiano della detrazione anche i lavori sulle grondaie e i pluviali, su parapetti e cornici.

Sono comprese nella nuova agevolazione fiscale anche le spese correlate: dall’installazione dei ponteggi allo smaltimento dei materiali, dall’Iva all’imposta di bollo, dai diritti pagati per la richiesta di titoli abitativi edilizi alla tassa per l’occupazione del suolo pubblico.

A differenza di altri benefici sulla casa, non è consentito cedere il credito né richiedere lo sconto in fattura al fornitore che esegue gli interventi.

Condizione importante è che gli immobili si trovino nelle zone A e B (indicate nel decreto ministeriale n.1444/1968) o in zone a queste assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali.

Attenzione nota:

L’attestato di prestazione energetica (APE), per ogni singola unità immobiliare per cui si chiedono le detrazioni fiscali, che deve essere redatto da un tecnico non coinvolto nei lavori.

Come valutare la percentuale di intervento?
Si segnalano incongruenze tra il comma 220 della Legge di Bilancio, quanto riportato nella Guida dell’agenzia delle entrate e quanto riportato nel DM 26 giugno 2015 (o regolamento regionali).

Le esclusioni riguardano sostanzialmente:
− interventi ininfluenti dal punto di vista termico (non bene definiti se non la tinteggiatura)
− intervento di rifacimento di una piccola parte di intonaco (nelle percentuali definite sopra)

Il comma 220 riporta una dicitura sostanzialmente differente dal DM 26 giugno 2015 ossia:

(…) I lavori di rifacimento della facciata, non di sola pulitura o tinteggiatura esterna, che influiscono anche dal punto di vista termico o interessano oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio (…).
Il calcolo del 10% sembra riferito all’intonaco e non alla superficie disperdente totale, come se, nel caso avessi superfici senza intonaco queste non vadano considerate nella valutazione.
Inoltre base al DM 26 giugno 2015 nel caso di interventi che insistono sull’intonaco, la superficie di intervento da considerare nella valutazione del 10% risulta tutta la superficie di intervento, a prescindere dalla sua conformazione o finitura. Non posso escludere dai calcoli della superficie di intervento parti “che non rendono possibile interventi influenti dal punto di vista termico- se non mutando completamente l’aspetto dell’edificio-”.

Le opere escluse dall’applicazione dei requisiti minimi di Legge sono sostanzialmente identificate dalla dicitura “ininfluenti dal punto di vista termico”, quindi l’intervento sull’intonaco non è considerato ininfluente se non nel caso di rifacimento di una piccola parte.

L’Agenzia delle Entrate con la circolare n.2 /E del 14 febbraio 2020 e la guida “Bonus Facciate” introducono una modifica al calcolo della percentuale di intervento – si legge infatti  che:

“[…] Nel caso in cui parti della facciata siano rivestite in piastrelle o altri materiali, che non rendono possibili interventi influenti dal punto di vista termico – se non mutando completamente l’aspetto dell’edificio – la verifica sul superamento del limite del 10% va fatta eseguendo il rapporto tra la restante superficie della facciata interessata dall’intervento e la superficie totale lorda complessiva della superficie disperdente.”

Questa interpretazione introdotta dall’Agenzia delle Entrate non ha alcun riscontro con i testi di legge che hanno introdotto il Bonus facciate ed è in contraddizione con la richiesta di rispettare il DM 26/6/2015 come vincolo di accesso alla detrazione
Segnaliamo che ovviamente NON CI SONO DEROGHE AI REQUISITI DI LEGGE DEL DM 26 giugno 2015. Nel DM requisiti minimi non esistono esclusioni nel caso l’intervento muti completamente l’aspetto dell’edificio

Qui di seguito altri dubbi su certe interpretazioni

In Figura A il primo edifico ha una facciata esterna che da su suolo pubblico visibile da strada. Quindi tutta la facciata è “verde” ovvero ammessa al bonus facciate.Il secondo edifico con facciata intera ed esterna devrà la facciata “verde” ammessa al bonus facciate quella “rossa” no.

Ma se da una stradina che sale dietro sul monte vedo la facciata interna? Se la vedo tutta o  in parte?!!!!

In Figura B in caso di visibilità parziale che si fa? La facciata interna “rossa”  dell’edifico “1” è tutta visibile da strada o basta che sia parzialmente coperta dalla recinzione o da altro per no essere considerata “visibile”? La facciata interna “rossa” dell’edificio “2” è tutta visibile da strada oppure no?

La questione è che anche su questo argomento la definizione di “facciata esterna” dell’Agenzia delle Entrate non è univoca,  non si capisce se il criterio riguarda la possibilità o meno di essere visibile e quanto visibile da strada o da suolo ad uso pubblico.

Infatti nella classica definizione di facciata rientrano “parapetti delle terrazze e delle balconate che, da una parte, rappresentano la proiezione della proprietà individuale, consentendone godimento esclusivo e possibilità di affaccio e, dall’altra, si pongono come elementi esterni aventi un’attitudine funzionale legata al decoro dell’edificio, che è bene di godimento collettivo” (App. Salerno 16 marzo 1992, in Giur. merito 1994, 52).

Invece l’Agenzia delle Entrate nella Guida scrive che l’agevolazione riguarda “tutti i lavori effettuati sull’involucro esterno visibile dell’edificio, cioè sia sulla parte anteriore, frontale e principale dell’edificio, sia sugli altri lati dello stabile (intero perimetro esterno). Il bonus non spetta, invece, per gli interventi effettuati sulle facciate interne dell’edificio, se non visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico. […] Sono esclusi gli interventi sulle superfici confinanti con chiostrine, cavedi, cortili e spazi interni, fatte salve quelle visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico”.

Ci sono evidentemente casi limite dove le facciate sono visibili ‘solo’ in parte (cioè non completamente). L’Agenzia delle Entrate, sotto questo aspetto, non ha fornito chiarimenti precisi, per cui ci sarà da attendere qualche ‘interpello’ in materia per avere un quadro più definito.

Figura A

Figura B

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È possibile verificare la zona dell’edificio dal sito del Comune o chiedendo agli uffici Comunali il Piano di Governo del Territorio (PGT). Se è presente una zonizzazione differente, la Guida dell’Agenzia delle Entrate dice che è possibile riferirsi a zone assimilabili alle categorie A o B, specificando che:
“L’assimilazione alle zone A o B della zona territoriale nella quale ricade l’edificio oggetto dell’intervento dovrà risultare dalle certificazioni urbanistiche rilasciate dagli enti competenti.”

La legge 160/2019 fa riferimento solamente alle zone A e B indicate nel Decreto ministeriale 1444/68. La circolare n. 2/E (14 febbraio 2020)  dell’Agenzia delle Entrate  non è bastata a eliminare i dubbi infatti individuare le zone non è facile.

Con la lettera prot. 4961 del 19 febbraio 2020, indirizzata a Comuni del Piemonte, il Ministero dei beni culturali ha precisato che il DM 1444/68 non obbliga i Comuni ad “applicare meccanicamente la suddivisione in zone e la conseguente denominazione ivi previste. Il decreto, invece, identifica zone omogenee al fine di stabilire le dotazioni urbanistiche, i limiti di densità edilizia, le altezze e le distanze tra gli edifici”.

Ne consegue che per beneficiare del Bonus Facciate è sufficiente “che gli edifici si trovino in aree che, indipendentemente dalla loro denominazione, siano riconducibili o comunque equipollenti a quelle A o B descritte dal Dm 1444/68: un’informazione ricavabile proprio come quando le amministrazioni debbono applicare i limiti di densità edilizia (…)”.

Quindi per il Mibact “è evidente che nella maggior parte dei centri abitati per i cittadini non sarà necessario rivolgersi all’amministrazione locale per sapere in quale zone si trova l’immobile, potendo ricavare agevolmente tale informazione dagli strumenti urbanistici ed edilizi comunali”.

Secondo il Ministero la certificazione urbanistica deve essere richiesta solamente nei casi “verosimilmente limitati, in cui un Comune mai ha adottato un qualsiasi atto che abbia implicato l’applicazione del Dm 1444/68 nel proprio territorio. In tutte le altre ipotesi, infatti, la stessa guida non richiede specifici adempimenti e la ubicazione dell’immobile in area A o B, o equipollente in base agli strumenti urbanistici ed edilizi del Comune, può facilmente essere accertata dai soggetti interessati”.

Invece, secondo l’Agenzia delle Entrate, come indicato sulla GUida e nella Circolare n 2/E, la certificazione urbanistica è necessaria per assimilare le zone dove sorge l’edificio alle zone A e B.

Con il documento in esame gli Onorevoli interroganti fanno riferimento all’agevolazione fiscale introdotta dall’articolo 1, commi da 219 a 224, della legge n. 160 del 2019, per gli interventi finalizzati al recupero o restauro degli edifici esistenti ubicati nelle zone A o B ai sensi del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444 (c.d. bonus facciate).

In relazione a detta agevolazione la Guida predisposta dall’Agenzia delle entrate afferma che è possibile riferirsi a zone assimilabili alle categorie A o B in base alle risultanze delle certificazioni urbanistiche rilasciate dagli enti competenti.

Gli Onorevoli interroganti, evidenziano tuttavia che « in alcuni piani urbanistici predisposti dalle amministrazioni comunali non vi è alcun riferimento alle zone A o B sostituite invece da altre sigle», e, pertanto, chiedono di sapere se non si ritiene necessario « emanare quanto prima le tavole di raccordo, anche a seguito di un intervento di ricognizione urbanistica, in particolare nella regione Lombardia, volte ad individuare in maniera ufficiale le equipollenze delle zone che attualmente sono individuate in maniera differente ma che risultano comunque compatibili al fine di applicare il bonus facciate in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale ».

Al riguardo, si precisa che l’emanazione di tavole di raccordo finalizzate ad individuare le equipollenze delle zone A e B a quelle attualmente classificate con sigle differenti da parte degli enti locali esula dalle competenze dell’Amministrazione finanziaria.

Sarà cura dell’Amministrazione finanziaria valutare la spettanza dell’agevolazione in argomento sulla base delle peculiarità del caso concreto.

La detrazione prevista dal bonus facciate è cumulabile con l’agevolazione per la riqualificazione energetica degli edifici (ecobonus)?

“Gli interventi ammessi al bonus facciate potrebbero rientrare anche tra quelli di riqualificazione energetica riguardanti l’involucro o tra quelli di recupero del patrimonio edilizio, entrambi già detraibili (articoli 14 e 16 del Dl n. 63/2013)”, risponde Fisco Oggi, la rivista telematica dell’Agenzia delle Entrate. “Come precisato nella circolare dell’Agenzia delle entrate n. 2/20, per le stesse spese il contribuente può usufruire di una sola detrazione.

Se, invece, si effettuano interventi sull’involucro riconducibili a diverse fattispecie agevolabili, si potrà usufruire di entrambe le agevolazioni a condizione che le spese riferite ai due diversi interventi siano contabilizzate distintamente e siano rispettati gli adempimenti specificamente previsti in relazione a ciascuna detrazione.

Un caso di cumulabilità si ha, per esempio, quando nell’ambito dell’isolamento termico dell’involucro dell’intero edificio si realizzano sia interventi sulla parte opaca della facciata esterna, ammessi al bonus facciate, sia interventi di isolamento della restante parte dell’involucro, esclusi dal bonus facciate ma rientranti nell’ecobonus.

Infine, il bonus facciate non è cumulabile con la detrazione (prevista dall’art. 15, comma 1, lett. g del Tuir) che spetta a coloro che sono obbligati alla manutenzione, alla protezione o al restauro dei beni soggetti al regime vincolistico”.

ANIT ha presentato un interpello all’Agenzia delle Entrate chiedendo chiarimenti su:

– come considerare, ai fini delle spese da detrarre, le superfici di facciate parzialmente visibili da strada

– come interpretare correttamente e coerentemente con il DM 26/06/2015, il calcolo del 10% della superficie di rifacimento dell’intonaco rispetto alla superficie della facciata oggetto dell’intervento.

Un altro aspetto rilevante che secondo l’Associazione richiede un chiarimento definitivo da parte dei Comuni, riguarda l’individuazione delle zone territoriali omogenee A e B così come definite nel DM 1444/68.

A tale riguardo si sono succeduti diversi chiarimenti (la Circolare dell’Ufficio gabinetto Mibact n. 0004961 del 19/02/2020 e risposta del MEF).

ANIT ha inviato negli scorsi giorni una lettera ad ANCI per chiedere un confronto e un supporto a divulgare ai Comuni aderenti all’Associazione la proposta che in tutti quei Comuni in cui non c’è la divisione del territorio in zone territoriali omogenee, l’ufficio tecnico definisca una nota o una “legenda” ai propri strumenti urbanistici, in particolare nelle Norme Tecniche Attuative per raccordare le zone col D.M. 1444/68.

fonte: https://www.casaeclima.com/ar_41064__bonus-facciate-anit-interpello-agenzia-delle-entrate-lettera-anci.html

Vi rimando all’articolo del blog dal quale potete collegarvi alla mappa interattiva de Il Sole 24 Ore con indicati gli interventi agevolabili con il Bonus Facciate – Ecobonus – Bonus Casa

Se vuoi aprirla – clicca qui

L’ ENEA pubblica il Vademecum che però riguarda esclusivamente gli interventi sulle strutture opache verticali delle facciate esterne per i quali occorre trasmettere i dati all’ENEA, cioè quelli influenti dal punto di vista energetico o che interessino l’intonaco per oltre il 10% della superficie disperdente lorda complessiva degli edifici esistenti ubicati nelle zone A o B ai sensi del D.M. n. 1444 del 2 aprile 1968, che rispettino il D.M. 26 giugno 2015 “requisiti minimi” e abbiano valori di trasmittanza termica U(W/m2K) non superiori al minimo dei corrispondenti valori riportati in tabella 2 del D.M. 11 marzo 2008 come modificato dal D.M. 26 gennaio 2010, e nell’appendice B del D.M. 26 giugno 2015 ”requisiti minimi”.

Se vuoi scaricarlo – clicca qui

Nelle Risposte numeri 179 e 182 dell’11 giugno 2020 delucidazioni in merito a due quesiti.

Nel quesito 182 si richiedevano chiarimenti su come individuare e attestare le zone urbanistiche A e B nei comuni non provvisti di strumenti urbanistici e se fosse possibile ugualmente usufruire della detrazione con una attestazione da parte di un tecnico iscritto all’Ordine. L’Agenzia fa sapere che possono usufruire del bonus facciate gli edifici situati in zone che siano riconducibili o comunque equipollenti alle zone territoriali A o B anceh se denominate in maniera differente. Tali certificazioni urbanistiche devono però essere rilasciate dagli enti competenti e non  da un ingegnere o architetto iscritti ai rispettivi Ordini professionali.

  • Nel quesito 179 vengono poste le seguenti domande:
  • – tra le tipologie di edifici interessati rientrano sia quelli residenziali che non;
  • – se tra le tipologie di contribuenti soggetti all’imposta sul reddito sono comprese le persone giuridiche;
  • –  se le spese per la realizzazione dell’isolamento termico degli edifici rientrino tra quelle detraibili.

L’Agenzia delle Entrate risponde che essendo una detrazione dall’imposta lorda, non può essere utilizzata dai soggetti con redditi assoggettati esclusivamente a imposta sostitutiva o a tassazione separata.

  • Tra i destinatari dell’agevolazione rientrano le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni, gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale – le società semplici – le associazioni tra professionisti – i soggetti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, enti,società di persone, società di capitali).

Inoltre per gli interventi che si sovrappongono a quelli di riqualificazione energetica (ECOBONUS) ci si può avvalere di un’unica agevolazione, provvedendo agli adempimenti previsti dal DM 26/06/2015 “Requisiti minimi”.

Se vuoi scaricare la numero 179 – clicca qui

Se vuoi scaricare la numero 182- clicca qui

Nella  RISPOSTA N.185/2020 viene richiesto:
  1. – nel caso in cui i condòmini intendano deliberare il rifacimento dell’intonaco dell’intera superficie della facciata del fabbricato in condominio e il trattamento dei ferri dell’armatura, la spesa sia detraibile al 90% o al 50%;
  2. – con riferimento al rifacimento dei balconi, il bonus facciate si possa applicare anche alle spese sostenute per il rifacimento del parapetto in muratura, della pavimentazione e della verniciatura della ringhiera in metallo nonché, infine, per il rifacimento del sotto-balcone e del frontalino;
  3. – al balcone possa essere equiparato, data la funzione analoga svolta, il terrazzo a livello e se sia possibile, quindi, detrarre le spese sostenute per il rifacimento della pavimentazione e la verniciatura della recinzione metallica;
  4. – nel caso di fabbricato rurale la copertura possa rientrare, nel concetto di facciata esterna e quindi godere della relativa agevolazione per i lavori da effettuare;
  5. – sia sufficiente indicare nella causale del bonifico, destinato all’impresa esecutrice dei lavori, la seguente dicitura: “per lavori di restauro facciata ai sensi dell’art. 1, commi 219-224, Legge 160/2019“.
RISPOSTE:
non essendo previsti limiti massimi di spesa la detrazione, da ripartire in dieci quote annuali costanti di pari importo da detrarre nell’anno di sostenimento e in quelli successivi, può essere calcolata sull’intero ammontare dei costi sostenuti.

– accedono al bonus gli interventi realizzati sulle strutture opache verticali della facciata, sui balconi, ornamenti e fregi, che ricadano sull’involucro esterno visibile dell’edificio;

  • sono,  escluse dal beneficio le spese sostenute per interventi sulle “strutture opache orizzontali o inclinate” dell’involucro edilizio, come lastrici solari, tetti, o pavimenti e interventi effettuati sulle facciate interne dell’edificio, fatte salve quelle visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico;
  • balconi: rientrano tra le spese ammesse alla detrazione anche il rifacimento del parapetto in muratura, della pavimentazione e per la verniciatura della ringhiera in metallo e il rifacimento del sotto-balcone e del frontalino trattandosi di interventi effettuati su elementi costitutivi dei balconi stessi;
  • terrazzi off limits: per quanto possano essere equiparati ai balconi, ai fini dell’agevolazione sono considerati una “parete orizzontale”, come i lastrici solai, e quindi sono esclusi dal bonus.

IN PIU’  il Bonus Facciate è ammesso anche nel caso in cui si opti per il rifacimento dell’intonaco dell’intera superficie della facciata del fabbricato in condominio e per il trattamento dei ferri dell’armatura.

  • Il BONIFICO deve riportare tutti i dati richiesti (codice fiscale del beneficiario della detrazione, numero di partita Iva o codice fiscale del beneficiario del bonifico);
  • possono essere utilizzati i bonifici già predisposti dagli istituti bancari e postali ai fini dell’Ecobonus e degli interventi di recupero del patrimonio edilizio, indicando, se possibile, come causale, gli estremi della Legge di Bilancio 2020 (quindi art.1 commi 219-224 legge 160/2019);
  • Nel caso in cui non sia possibile riportare i riferimenti normativil’agevolazione potrà comunque essere riconosciuta, a patto che non sia pregiudicato in maniera definitiva l’obbligo di operare la ritenuta da parte degli istituti bancari o postali.

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Nella  RISPOSTA N.191 del 23 giugno 2020 viene chiarito:
  • in base al richiamo contenuto nel comma 223 dell’articolo 1 della citata legge di Bilancio 2020 alle disposizioni del regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 18 febbraio 1998, n. 41, ai fini del “bonus facciate”, si applichino le modalità previste per la detrazione spettante ai sensi dell’art. 16-bis del TUIR per interventi di recupero del patrimonio edilizio e se risultano detraibili anche le spese sostenute per opere accessorie che servono per l’esecuzione dei lavori, quali, ad esempio, quelle per la direzione lavori, il coordinamento per la sicurezza, la sostituzione dei pluviali;
  • rientrano nel “bonus facciate” le spese per il solo restauro di balconi, senza interventi sulle facciate e, ove ricorra l’obbligo di isolare la facciata previsto dal comma 220, anche queste opere di isolamento ricadano nel predetto bonus;
  • per gli interventi già iniziati nel 2019 ma i cui pagamenti sono effettuati nel 2020, si può usufruire del “bonus facciate” e se per i pagamenti occorre utilizzare una causale particolare.

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Nella  RISPOSTA N.287  viene chiarito che il rifacimento completo del rivestimento esterno in tessere di mosaico delle facciate lato strada, che il condominio intende effettuare, rientra nel perimetro applicativo del bonus facciate. In ogni caso, poiché l’intervento non rientra tra quelli di mera pulitura e tinteggiatura della facciata, che tenuti alle prescrizioni del decreto “requisiti minimi” e del decreto 11 marzo 2008, è necessario valutare la sussistenza degli impedimenti tecnici che non rendono possibile realizzare interventi influenti dal punto di vista termico, se non mutando completamente l’aspetto dell’edificio. Pertanto, ai fini del bonus facciate, spetterà all’interessato fornire adeguata dimostrazione che l’intervento di rimozione del mosaico non è soggetto all’obbligo di rispetto dei parametri specifici di prestazione energetica.

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Nella  RISPOSTA N.289 ha fatto maggiore chiarezza sul caso in cui i gli interventi riguardino i parapetti e il piano di calpestio.

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Nella  RISPOSTA N.294 l’istante chiede se a seguito di lavori deliberati in un condominio per il restauro di tutte le facciate con installazione dell’isolamento a cappotto, i singoli condomini possono optare alcuni per il “bonus facciate” e altri dell’ecobonus”. L’Agenzia, in linea con quanto prospettato dall’istante, ritiene possibile la fruizione delle due differenti agevolazioni.

Se vuoi scaricare la numero 294 – clicca qui

Nella  RISPOSTA N.296 l’istante, in qualità di delegato dall’amministratore, chiede se per i lavori di rifacimento delle facciate del fabbricato, alcune delle quali sono visibili dalla strada e altre no, i condomini possano beneficiare del bonus facciate, su tutti i lavori di rifacimento delle facciate effettuati sullo stabile condominiale.
L’Agenzia ritiene che nel rispetto degli adempimenti previsti dalla normativa il bonus facciate spetti per le spese sostenute per gli interventi realizzati sulla facciata interna dell’edificio anche se questa, come nel caso in esame, sia solo parzialmente visibile dalla strada.

Se vuoi scaricare la numero 296 – clicca qui

01/09/2020 – Interventi di isolamento termico di un fabbricato in condominio consistema “a cappotto” – facoltà dei condomini di scegliere quale detrazione applicare – articolo 14 del decreto legge n. 63 del 2013 e articolo 1, commida 219 a 223 della legge n. 160 del 2019: dall’Agenzia delle Entrate la nuova RISOLUZIONE N. 49/E

Se vuoi scaricare la RISOLUZIONE N. 49/E – clicca qui

Nel presupposto che un sistema di rivestimento per pareti in esterno e facciate possa essere utilizzato in sostituzione dei materiali tradizionali, per il recupero e il decoro delle facciate esterne e il consolidamento dei supporti murari, gli interventi qualificati operati con tale prodotto possono fruire del Bonus Facciate

Se vuoi scaricare la RISPOSTA N. 319 DEL 8 SETTEMBRE 2020clicca qui

Si ritiene che il bonus facciate non spetti per le spese relativeai lavori di riverniciatura degli scuri e persiane atteso che gli stessi costituisconostrutture accessorie e di completamento degli infissi, anch’essi esclusi dal predettobonus.

Se vuoi scaricare la RISPOSTA N. 346 clicca qui

Il bonusfacciate spetti per le spese sostenute per gli interventi realizzati sulla facciata internadell’edificio anche se la stessa, come nel caso in esame, sia solo parzialmente visibiledalla strada. La valutazione, in concreto se la facciata sia visibile, sia pureparzialmente, dalla strada o da suolo ad uso pubblico, costituisce un accertamento difatto che esula dalle competenze esercitabili dalla scrivente in sede di interpello.

Se vuoi scaricare la RISPOSTA N. 348  – clicca qui

La detrazione spetta per la rimozione, l’impermeabilizzazione e il rifacimento del pavimento e delle parti ammalorate dei sotto-balconi e dei frontalini

Se vuoi scaricare la RISPOSTA N. 411  – clicca qui

Il Condominio istante ha approvato lavori sulle facciate esterne dell’edificio,relativi alla messa in sicurezza e ripristino dei frontalini dei balconi, alla messa insicurezza e ripristino dei sotto balconi, al ripristino e tinteggiatura di porzione di una facciata a taccone.
L’istante fa presente che i detti interventi verranno effettuati sulle due pareti laterali e su quella posteriore dell’edificio e che solo la facciata e le pareti laterali sono visibili dalla strada, mentre resta invisibile dalla strada ad uso pubblico, la parete posteriore dell’edificio, pur costituente lato del perimetro esterno dell’edificio.
L’istante chiede di sapere se può accedere alla detrazione prevista dall’articolo 1,commi da 219 a 223, della legge di bilancio 2020.

Se vuoi scaricare la RISPOSTA N. 415  – clicca qui

Il requisito della visibilità dell’edificio dalla strada o suolo pubblico, è necessarionon solo con rifermento alle facciate esterne, ma anche alle facciate internedell’immobile.

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Nel caso di specie, pertanto, l’Istante, nel rispetto di tutte le altre condizioni richieste dalla normativa in esame, non oggetto della presente istanza di interpello, potrà fruire del bonus facciate per le spese di pulitura e riverniciatura dello sporto del tetto e del muro della facciata esterna dell’edificio anche se, come nel caso in esame, solo parzialmente visibile dalla strada (quesiti a e b).
Resta fermo che la valutazione, in concreto se la facciata sia visibile dalla strada o da suolo ad uso pubblico, costituisce un accertamento di fatto che esula dalle competenze esercitabili dalla scrivente in sede di interpello.
Il bonus facciate non spetta, invece, per le spese relative ai lavori di riverniciatura degli scuri e persiane atteso che gli stessi costituiscono strutture accessorie e di completamento degli infissi, anch’essi, come detto, esclusi dal predetto bonus (quesito c) né con riferimento alla pulitura e tinteggiatura del muro di cinta non trattandosi di intervento effettuato sulla facciata dell’edificio (quesito d).

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Pertanto, in considerazione del tenore letterale della disposizione normativa oggetto di chiarimenti che nell’indicare i beni oggetto dei lavori prescinde dalla loro classificazione, tale agevolazione deve ritenersi applicabile non solo agli immobili strumentali ma anche gli immobili patrimonio, di cui all’articolo 90 del Tuir (ossia quei beni che non sono né beni strumentali né beni merce, ma costituiscono un investimento per l’impresa).

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Alle medesime condizioni, il bonus facciate spetta anche per le spese sostenute per l’isolamento dello “sporto di gronda”, trattandosi di un elemento che insiste sulla parte opaca della facciata, nonchè per i lavori aggiuntivi indicati dall’Istante quali lo spostamento dei pluviali, la sostituzione dei davanzali e la sistemazione di alcune prese e punti luce esterni, lo smontaggio e rimontaggio delle tende solari ovvero la sostituzione delle stesse, nel caso in cui ciò si rendesse necessario per motivi tecnici, trattandosi di opere accessorie e di completamento dell’intervento di isolamento delle facciate esterne nel suo insieme, i cui costi sono strettamente collegati alla realizzazione dell’intervento stesso.

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La scrivente ritiene che l’istante, contribuente c.d. “forfetario”, salvo il rispetto di tutti i requisiti per la fruizione delle agevolazioni in parola e l’effettuazione degli adempimenti previsti, potrà esercitare l’opzione per la cessione del credito o per lo sconto in fattura ai sensi dell’articolo 121 del Decreto rilancio.
Alla luce di quanto sopra la scrivente, considerata la particolarità dell’elemento architettonico denominato “altana veneziana” e tenuto conto che, secondo quanto rappresentato dalla relazione tecnica prodotta dall’istante, si tratterebbe di un elemento “assimilabile ad un balcone che sta in aggetto alla facciata, ossia ad un elemento architettonico aggiunto […] chiaramente percepibile dal suolo pubblico” che, dunque,” contribuisce senza dubbio al decoro dell’edificio”, ritiene che gli interventi effettuati sull’altana medesima, salvo il rispetto di tutti i requisiti e l’effettuazione deglia dempimenti previsti, possano essere ammessi al c.d. “bonus facciate”.

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